Continua imperterrita la pubblicazione cronologica dell’eco di Umberto. Questa volta esce il Numero 1.
Come prassi, di seguito, il pezzo principale estrapolato. Dal link precedente si scarica la versione completa in pdf.
Ho la strana sensazione che si sia perso il significato di amore. Amore qui, amore là, amore, soprattutto, su e giù.
Pasticche blu o gialle, rimedi esotici, cibi afrodisiaci, polverine naturali o chimiche, corna di rinoceronte, corna e basta, santoni vari, tanto tantra che dopo entra, retromarce e manovre da kamasutra, feticismi, deliri new age, magari un buffo ufo, tutto va bene, tutto si deve provare per provarci.
Una sorta di calderone orgiastico e mediatico che non aiuta il lassismo genitale.
Ma che ci sia un rimedio per porre fine ad uno spegnimento di sentimenti.
Non esiste nulla, nessun rimedio né magia per interrompere quest’esplosione di carnalità.
La gente vuole cose semplici, facili da capire, più spesso uomini o donne “facili” e, anche se non proprio di costumi facili, perlomeno facili a toglierseli… magari tenendo su la mascherina.
Per coprire la vergogna?
Tiri il “sesso” e nascondi la mano, direbbe Banfi ad un masturbatore pentito.
Tutti hanno paura di dire quello che fanno.
Come le donne che vanno in bagno: nessuna di loro fa mai la pipì o la pupù… ma tutte quante si incipriano il nasino.
Nessuno mai fa sesso, no no no, adesso si fa l’amore; un amore di profilattici e scatolette, di ginnastica e di depilazioni, di profumi e di false poesie.
Hanno mandato l’amore a puttane…